Guida imposta sulle pubblicità: Veicolo, auto, insegne ed altro
Ultimo aggiornamento 29 Agosto 2025
Il pagamento del Canone Unico Patrimoniale (CUP) per forme pubblicitarie come autovetture, furgoni, insegne, calamite, cartelli, locandine, affissioni di manifesti e altri mezzi di diffusione può generare incertezze nei contribuenti, che spesso non sanno se sono tenuti al versamento, come calcolare l’importo e quali modalità di pagamento utilizzare. Le tariffe, stabilite dai singoli Comuni nei propri regolamenti, possono inoltre prevedere regole particolari per alcune tipologie di pubblicità, ad esempio quella effettuata sugli autoveicoli.
Chi deve pagare l’imposta sulle pubblicità
Iniziamo con il dire vi sono alcuni soggetti obbligati al pagamento e vi sono casi di esenzione dell’imposta sulle pubblicità.
Quanto costa l’imposta sulle pubblicità
Quanto costa la pubblicità oggi (CUP)
Il pagamento del Canone Unico Patrimoniale (CUP) per la diffusione di messaggi pubblicitari si applica a qualsiasi mezzo idoneo a generare pubblicità (insegne, cartelli, veicoli, affissioni, locandine ecc.).
Il canone si calcola principalmente in base a due parametri:
- la superficie esposta (mq),
- la durata dell’esposizione (giorni, mesi o anno).
A differenza del passato, in cui le tariffe erano fissate per legge in 5 classi di Comuni (da quelli con più di 500.000 abitanti a quelli sotto i 10.000), oggi gli importi sono stabiliti da ciascun Comune con apposito regolamento CUP. Ogni amministrazione può prevedere importi diversi e introdurre riduzioni o maggiorazioni in funzione della tipologia di pubblicità.
Ad esempio:
la pubblicità temporanea (fino a 3 mesi) viene in genere calcolata con una tariffa ridotta rispetto a quella annuale, spesso proporzionata al periodo di esposizione;
la pubblicità permanente (oltre i 3 mesi) si calcola sulla base della tariffa piena stabilita dal Comune;
possono essere previste maggiorazioni per superfici molto grandi o in particolari zone del territorio, e riduzioni per specifiche categorie di soggetti o messaggi.
È quindi sempre necessario consultare il regolamento del proprio Comune per conoscere le tariffe vigenti, le modalità di calcolo e le eventuali esenzioni.
Pubblicità sui veicoli
Nel caso di applicazione di adesivi, calamite, manifesti o altre forme di pubblicità su autoveicoli, è necessario sapere che l’esposizione può essere soggetta al pagamento del Canone Unico Patrimoniale (CUP).
Sono tenuti al versamento tutti coloro che utilizzano il proprio mezzo per diffondere messaggi pubblicitari, sia per promuovere la propria attività che per conto di terzi. La disciplina riguarda sia veicoli privati (ad esempio auto o furgoni aziendali con logo) sia mezzi pubblici come taxi, autobus o veicoli a noleggio.
Le modalità di calcolo e gli importi variano in base al regolamento comunale, che stabilisce quando l’applicazione di scritte o loghi sul mezzo è considerata pubblicità tassabile e con quali tariffe. Alcuni Comuni, ad esempio, distinguono tra pubblicità permanente (logo fisso dell’azienda sul furgone) e pubblicità temporanea (magnete o pellicola rimovibile per una campagna).

Pubblicità temporanea e permanente
Il Canone Unico Patrimoniale (CUP) distingue tra pubblicità temporanea e permanente.
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La pubblicità temporanea è quella esposta per un periodo limitato (in genere fino a 3 mesi). In questo caso l’importo si calcola in proporzione alla durata effettiva dell’esposizione e la tariffa è più contenuta.
-
La pubblicità permanente è quella che supera i 3 mesi di durata. In questo caso si applica la tariffa annua stabilita dal Comune, calcolata per ogni metro quadrato di superficie esposta.
Ogni Comune specifica nei propri regolamenti i criteri e le tariffe da applicare.
Superfici e maggiorazioni
Il calcolo del CUP tiene conto anche della superficie esposta.
All’aumentare dei metri quadrati, l’importo cresce proporzionalmente. Alcuni Comuni prevedono maggiorazioni per superfici molto estese (es. grandi cartelloni o insegne di dimensioni eccezionali). Altri Comuni introducono riduzioni per pubblicità di piccola dimensione o per forme particolari (es. targhe professionali o cartelli inferiori a una certa metratura).
Non esistono più soglie nazionali (come i vecchi 5,5 mq o 8,5 mq): oggi tutto dipende dalle scelte dell’ente locale.
Modalità di pagamento
Il pagamento del CUP avviene di norma tramite:
- Modello F24, con codici tributo dedicati;
- Oppure attraverso le piattaforme telematiche del Comune (PagoPA o sistemi analoghi). Ogni Comune stabilisce le scadenze (annuali, semestrali o mensili) e le modalità di versamento. Il mancato pagamento comporta sanzioni e interessi, perciò è sempre importante rispettare i termini stabiliti.
Esempio pratico di calcolo
Per rendere più chiaro il meccanismo, ecco un esempio semplificato:
Caso A – Pubblicità permanente: un furgone con un logo di 2×1 m (2 mq) in un Comune che applica una tariffa annua di 20 €/mq → 40 € all’anno.
Caso B – Pubblicità temporanea: lo stesso furgone con una calamita pubblicitaria di 2 mq per 1 mese → costo proporzionato, ad esempio 1/10 della tariffa annua = 4 € (se previsto dal regolamento comunale).
Questi valori sono puramente indicativi: gli importi reali variano a seconda del Comune.
